I Kaki, conosciuti anche come cachi mela o diosperi o kaki di Misilmeri o addirittura Legnasanta, a seconda della zona geografica, hanno origini antichissime.

Si narra che in Cina siano presenti da circa 2000 anni, ma pare che siano arrivati in Europa intorno al 1500. In Italia il primo albero da frutto di questa specie, fu piantato a Firenze, nel meraviglioso Giardino di Boboli e da lì ha raggiunto tutta la penisola, dalla Sicilia (kaki di Misilmeri) all’Emilia, perfino in Trentino grazie ad innesti appositi per sopportare le temperature non proprio tropicali.

Inizialmente l’albero dei Kaki era utilizzato come pianta ornamentale, solo intorno ai primi anni del 1900 iniziò ad avere un ruolo rilevante anche in medicina e nell’alimentazione.

Il frutto del Kako è ricchissimo di proprietà benefiche, vitamina A, B1, B2 e C, beta-carotene e potassio. Da maturo ha una consistenza piuttosto viscida ed un sapore dolce e vanigliato.

I Kaki devono essere raccolti ancora acerbi e fatti maturare in cassette di legno insieme ad alcune mele. A me personalmente piace consumarli da molto maturi, quando quasi si sfanno tra le dita e la loro buccia è diventata così fine da rompersi con uno sguardo, cosi che non siano più astringenti.

Ad oggi ci sono tantissime ricette in circolazione per questo frutto così particolare.

Sì, perchè il kaki o lo si odia o lo si ama. Io sono cresciuta con l’odio profondo per i Kaki, non ne sopportavo ne la consistenza ne il sapore, ma poi qualche anno fa io ed i Kaki abbiamo fatto pace. Mio zio, pensando di farmi un bellissimo regalo, si presento a casa mia con una cassetta da circa 10 kg di Kaki!! A quel punto era diventata una sfida personale, non avrei mai potuto buttarli, ma allo stesso tempo dovevo trovare una soluzione per lo smaltimento di così tanta roba…e allora inziò il mio rapporto con questo frutto.

La prima ricetta che feci, data la quantità a disposizione, e per andare sul sicuro come si fa con qualsiasi frutta, fu la MARMELLATA DI KAKI. Ne regalai tanta ma ne mangiai altrettanta.

Ovviamente negli anni successivi l’appuntamento della cassetta di kaki è sempre tornato puntualissimo e allora quest’anno ho deciso di mettere nero su bianco un paio di ricette per aiutare tutti coloro che hanno problemi con lo smaltimento dei Kaki, come me. Perchè l’albero del Kaki regala una elevatissima quantità di frutti e nel mese di Ottobre campagne e città ne sono invase.

Oltre alla marmellata e ai vari dolci “da credenza”, il kaki è un frutto così versatile da poter essere utilizzato per molte ricette salate. Si sposa benissimo con i formaggi e accompagna divinamente le carni.

Per questo oggi vi presento un piccolo Menù a base di Kaki, un antipasto, un primo ed un secondo e per il dolce vi rimando ad un mio vecchio post “Crostatine Vegan con Marmellata di Kaki e Noci”, in attesa di sfornare qualche altra delizia.

Ed ecco a voi il Kaki menù:

BRUSCHETTA DI PANE AI CEREALI CON KAKI E GORGONZOLA PICCANTE

RISOTTO AI KAKI MANTECATO CON CAMEMBERT E TIMO

FILETTO DI MAIALE CON KAKI CONFIT E SALSA DI ACETO BALSAMICO

Partiamo dall’antipasto:

BRUSCHETTA DI PANE AI CEREALI CON KAKI E GORGONZOLA PICCANTE

LA NOSTRA SPESA:

Per 4 persone:
1/2 kg di Pane ai Cereali
150 gr Gorgonzola Piccante
Olio
Sale

PREPARAZIONE:

– Tagliare 8 fette di pane (2 a testa), passarle in forno a 200°C per 2 minuti per farle tostare. Quindi spalmare il gorgonzola su ogni fetta, adagiare sopra 1 o 2 fettine di Kako, condire con un filo d’olio e un pizzico di sale e ripassare in forno per 2 minuti, in modo che il formaggio si sciolga un pò.

Passiamo al primo:

RISOTTO AI KAKI MANTECATO CON CAMEMBERT E TIMO

LA NOSTRA SPESA:

Per 4 persone:
320 gr Riso Carnaroli
200 gr Camembert
4 Kaki
1/2 Cipolla Rossa
1,5 lt di Brodo Vegetale
1/2 bicchiere di Vino Bianco
50 gr Arachidi
Olio
Sale
Timo

PREPARAZIONE:

– Pelare e sminuzzare la cipolla. Farla rosolare in padella con un filo d’olio a fuoco basso. Quando è sbianchita, aggiungere il riso, tostarlo a fuoco medio per 2 minuti e sfumarlo con 1/2 bicchiere di vino bianco.

– Pelare i kaki, tagliarli a cubetti ed aggiungerli al riso. Amalgamare bene il riso con la polpa del kako quindi aggiungere il brodo e farlo cuocere a fuoco lento per 18-20 minuti, in base alle indicazioni della confezione.

– 3 minuti prima della fine della cottura, aggiungere il camembert privato di un pò di buccia e tagliato a cubetti e mantecare il risotto. Una volta pronto il risotto, impiattare e spolverare con una manciata di arachidi tritate.

Ed ora il secondo:

FILETTO DI MAIALE CON KAKI CONFIT E GLASSA DI ACETO BALSAMICO

LA NOSTRA SPESA:

Per 4 persone:
800 gr Filetto di Maiale
3 Kaki
100 gr Aceto Balsamico
2 spicchi d’Aglio
Sale
Zucchero
Pepe
Rosmarino
Maggionara

PRPERAZIONE:

– Adagiare il filetto di maiale in una pirofila e condire con un filo d’olio. Fare un battuto con sale, pepe, rosmarino e aglio e aggiungere al filetto. Coprire la pirofila con un foglio di alluminio e lasciar marinare per circa 2-3 ore in frigorifero.

– Passate le ore di marinatura riprendere il filetto e legarlo con un filo di spago da cucina (questo passaggio si può fare anche prima della marinatura). Scaldare un padella, versare il filetto con il fondo di marinatura e rosolare bene da tutti i lati per qualche minuto. Quando il filetto è ben rosolato spegnere il fornello e lasciarlo riposare per una decina di minuti.

– Nel frattempo preparare i kaki confit. Lavarli e affettarli a fette sottili o tagliarli a spicchi, adagiarli in una teglia coperta con carta da forno, condire con zucchero, sale, pepe, maggiorana ed un filo d’olio e cuocere in forno a 200°C per circa 7-8 minuti.

– Riprendere il filetto, posizionarlo in un’altra teglia coperta da carta forno e infornare (lasciando il fondo di cottura nella padella) per circa 10 minuti sempre a 200°C.

– Nel frattempo preparare la salsa. In un pentolino versare l’aceto balsamico, il fondo di cottura del filetto, filtrato con un colino a maglia fine, ed un cucchiaino di zucchero. Farlo cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti, il tempo di cottura della carne, mescolando continuamente. La salsa deve risultare molto cremosa, quindi si deve ridurre almeno del 50% rispetto al volume iniziale.

– A questo punto si procede con l’impiattamento: tagliare il filetto di maiale a fette spesse circa 2 cm, adagiare su ogni pezzo di carne una fetta di kaki confit, e proseguire fino a fine ingredienti. Cospargere ogni piatto di salsa di aceto balsamico e servire.


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Un pensiero su “Un Kaki Menù

  1. Partiamo da un presupposto: fino a lunedì scorso, anche io schifavo i kaki! Eddai, sono viscidi >.< però poi mia madre ha insistito e me l'ha fatto provare con il cucchiaino (come si sul dire) e devo dire che non mi è dispiaciuto… In realtà lo mangiavo molto volentieri sotto forma di marmellata, ma così mi faceva un po' senso. Ecco delle ricette che posso utilizzare anch'io per farmi passare completamente il disgusto! (anche se, quest'anno, da noi kaki non ce ne sono)

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